Associazione P.K.

Il dott. Roberto Smacchia è il socio fondatore della Associazione PK che ha come scopo la promozione e la diffusione della cultura e dei metodi terapeutici della Medicina integrata e in particolare la promozione e diffusione del metodo terapeutico PKrep ovvero "Psicologia e Kinesiologia per una riprogrammazione emozionale profonda".
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  Anche gli atleti mangiano
 


 

Impostazione del problema

Sono oramai lontani i tempi in cui si era propensi a considerare la questione alimentare come una soluzione immediata al fine di vincere una prestazione sportiva, un pò come se si potesse sfruttare l'effetto di una bevanda magica, tipo Asterix.
Molti poi per evidente reazione a questa impossibile pretesa hanno tentato piuttosto di svuotare la nutrizione di un qualsiasi valore rispetto alla preparazione di un atleta.
Oggi i migliori nutrizionisti sanno bene che non si può parlare di bevande magiche al di fuori di un vero e proprio doping e che non è la dieta che fa vincere la gara, ma può però e deve creare nel tempo le migliori condizioni per una buona salute e un perfetto rendimento fisico.
Si può dire che se la dieta non fa vincere la gara può però aiutare sensibilmente a non perderla.
La nutrizione non fornisce solo energia per la gara ma anche lo strumento principale per controllare il peso corporeo; il giusto rapporto tra massa magra e grassa; il miglior supporto per un buon allenamento e per un'adeguata resistenza allo sforzo. Collegata poi con lo studio del metabolismo basale, dei meccanismi e tempi digestivi e delle fasi aerobiche si trasforma in un potente sistema di prevenzione degli incidenti muscolo-scheletrici e di mantenimento delle migliori condizioni di salute globale.
Con tali premesse una buona nutrizione acquista importanza anche per quegli sport di breve durata e che richiedono perciò un lavoro essenzialmente anaerobico.
Non dimentichiamo che lo sport non è fatto tanto di gare quanto di lunghe e pazienti sedute di allenamento.
La nutrizione deve garantire le sostanze nutritive necessarie alla vita; la giusta proporzione dei nutrienti per una buona digestione e un corretto utilizzo; un basso livello di sostanze tossiche.
Gli alimenti da consumare devono pure incontrare il gradimento da parte dell'atleta. Gradimento che è certamente legato non solo al sapore ma anche al colore, alla presentazione, alla consistenza e all'ambiente.
Troppo spesso si è tralasciato l'aspetto emotivo della nutrizione, illudendosi che l'atleta si potesse trattare che come un robot, ma i risultati connessi a tali impostazioni sono sempre stati deludenti.
Il funzionamento dell'essere umano e perciò anche dell'atleta può essere schematizzato con la figura di un triangolo particolare, detto "triangolo integrato", con i lati che ovviamente interagiscono tra di loro.
 


 

Per chi abbia l'apertura mentale e gli strumenti di conoscenza necessari per considerare l'atleta e la relativa attività in questa dimensione globale, i risultati positivi e non si faranno certo attendere.
 


  

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