
(...) Chakra significa letteralmente "ruota" o "cerchio" e descrive il flusso energetico di tipo rotatorio presente in alcuni distretti corporei.
Esistono chakras principali e secondari. I primi sono collocati nella zona mediana del corpo, seguendo il tragitto del rachide.
Non è certamente necessario che medici e terapisti occidentali rinuncino alle proprie convinzioni o al proprio credo per poter lavorare sui chakras.
È necessario, anzi indispensabile, soltanto essere sufficientemente aperti ad un dato di conoscenza ulteriore. Occorre poi non negare a priori l'esistenza di realtà che non fanno parte del nostro sapere acquisito. Altrimenti metteremo una seria ipoteca sulla nostra crescita personale e professionale.
Il primo passo da fare per muoversi nel campo dei chakras è, come in altri campi terapeutici, imparare a pensare in termini di non sola materia bensì anche di energia.
Il secondo passo necessario consiste nel non separare l'aspetto corporeo da quello della sfera emozionale.
Volendo portare un esempio, attraverso i cosiddetti meridiani di agopuntura viene veicolato un flusso energetico di tipo prevalentemente elettrico.
Siamo in grado di vedere la corrente quando attraversa un conduttore o una bacinella d'acqua? Certamente no, eppure il flusso di corrente esiste e produce i suoi sensibili effetti.
Che cosa si muove nei chakras? Un flusso rotatorio di energia vitale.
Energia che influenza, "nutre" indistintamente organi ed emozioni.
L'esistenza di un preciso campo energetico che contorna ogni organismo vivente è stata ampiamente documentata dall'uso della fotografia Kirlian. Inoltre basta "allenarsi" per qualche tempo per riuscire a sentire questa energia con le proprie mani, come banalmente si percepisce il laccio di una scarpa o la chiave di accensione della nostra auto.
Lo squilibrio energetico di un chakra può generare sintomi a due livelli.
Il primo è rappresentato più semplicemente dai disturbi degli organi e delle funzioni corrispondenti alla zona di influenza del chakra stesso.
Si potranno pertanto avere disturbi gastrici in caso di squilibrio energetico del III chakra.
Il secondo livello invece è dato da quell'insieme di atteggiamenti ed emozioni che coinvolgono più direttamente e globalmente la sera psico-emotiva.
Sempre a riferendosi al chakra tre, potrebbe trattarsi di una qualche difficoltà ad esprimersi in modo equilibrato in campo sociale e professionale.
Situazione che poi fa di frequente sfondo alle personalità cosiddette "ulcerose" o "gastritiche".
La coesistenza in un soggetto di sintomi su entrambi i livelli suddetti costituisce indicazione ancora più palese della necessità di trattare il chakra interessato.
Le modalità di trattamento di un chakra possono essere svariate e si va, per citarne solo due, dalla stimolazione di specifici punti di agopuntura fino alla esecuzione di esercizi appositamente studiati.
Un metodo molto semplice e che può risultare complementare a qualsiasi altro si avvale della somministrazione di un composto omeopatico specifico.
Nella tradizione più classica i chakras principali sono 7 ma nella mia esperienza ho ritenuto necessario aggiungere a questi anche il chakra specificamente collegato alla genitalità, denominandolo 1bis e quelli relativi alle ovaie che, per il loro collegamento col chakra due, ho scelto di chiamare chakra 2bis destro e 2bis sinistro.
Di conseguenza, il sacra presi in considerazione e successivamente descritti salgono da 7 a 10.
Ad ogni chakra viene collegata una frase "terapeutica" che può essere in realtà di notevolissimo aiuto sia per comprendere meglio la funzione emozionale del chakra stesso sia quale indicazione terapeutica, cioè come posizione umana da guardare e tenere per superare le eventuali disfunzioni legate ad uno o più centri energetici.

Approfondimenti:
Significato e
funzione dei
principali
chakras
Frasi