Enervision -
potenziamento
visivo
Il fenomeno
della visione
non è soltanto
qualcosa di
meccanico da
riparare o
potenziare con
lenti
correttive. Al
contrario, tale
fenomeno
coinvolge le
nostre
attitudini
psicologiche e
la globalità
della nostra
condizione di
salute psico/fisica.
Con un
programma
personalizzato
di facili
esercizi e
specifici
consigli si può
rieducare
sensibilmente e
in poco tempo la
capacità visiva
e prevenire
eventuali
aggravamenti in
quasi tutte le
persone.

L'attuale
spiegazione
scientifica del
difetto visivo
sembra limitarsi
quasi unicamente
alla semplice
constatazione di
piccole
alterazioni di
forma del bulbo
oculare.
Quasi tutte le
osservazioni e
gli studi in
questo campo si
concentrano
principalmente
sul
funzionamento
fisiologico
dell'occhio. Gli
aspetti
psicologici,
motivazionali,
percettivi e lo
stato di salute
generale
dell'individuo,
considerati di
fondamentale
importanza nella
valutazione di
altri disturbi,
in questo caso
vengono
completamente
ignorati.
Sebbene le
teorie a favore
della
reversibilità di
questo “difetto”
siano sempre
esistite, la
medicina
occidentale si
ostina a non
volerle prendere
in
considerazione e
in passato le ha
combattute con
singolare
ostilità:
quando,
all'inizio del
ventesimo
secolo, un
oftalmologo
statunitense di
nome William
Bates, osò
sostenere che il
vizio di
rifrazione era
dovuto ad
un'alterata
tonicità
muscolare e ad
errate modalità
percettive,
quindi variabile
ed eventualmente
reversibile,
venne espulso
dalla comunità
scientifica.
Oggi, con il
cambiamento
culturale
promosso da
nuove correnti
di indagine, un
numero crescente
di
professionisti,
tra cui molti
medici, si
rapporta ai
problemi della
vista in maniera
più “olistica”,
anche se con
molta cautela”.
(Loredana De
Michelis –
Preferisco
vederci chiaro,
ed. Amrita pag.
2-3)
Oggi esistono
diversi
operatori in
grado di
insegnare
adeguatamente il
cosiddetto
metodo Bates,
che prende il
nome dal suo
fondatore,
basato su
esercizi e
consapevolezza
visiva.
Tali metodiche
hanno
sicuramente una
base di validità
ma, secondo la
mia esperienza,
il loro punto
debole è che
sono
praticamente
uguali per
tutti. Così fra
fiumi di parole
e un numero
praticamente
infinito di
esercizi non
mirati al
singolo caso, la
persona che
soffre di un
disturbo visivo
tende facilmente
a scoraggiarsi e
ad interrompere
il trattamento.
Diversi
operatori poi
propongono anche
un tipo di
consapevolezza
che dovrebbe
essere ricavata
da esercizi di
concentrazione e
di meditazione
del tutto
estranei alla
nostra
formazione
culturale.
Il metodo
Enervision
intende
utilizzare lo
strumento della
kinesiologia
applicata per
consigliare ad
ogni singola
persona quei
pochi esercizi
che le sono
veramente utili,
unitamente ad
una valutazione
generale dello
stato di salute
e di
consapevolezza
motivazionale.
Tra le persone
che hanno
seguito tale
metodo ho potuto
constatare,
specie in
soggetti
giovani, una
recupero della
vista anche di
diversi gradi
nel giro di poco
tempo.
Personalmente ho
abbandonato gli
occhiali che
usavo
correntemente
nella lettura e
per quando mi
sento un po' più
stanco ho
rimesso in
funzione i miei
vecchi occhiali
che usavo vent'anni
fa.
