(...) Il campo della cosiddetta "Medicina alternativa" è molto vasto ed è costituito da numerosi strumenti e tecniche che non hanno ancora ricevuto una accettazione e una collocazione precisa all'interno di quella che viene definita "Medicina ufficiale" o "scientifica".
Innanzitutto i limiti tra "ufficiale" e "alternativo" non sono affatto ben definiti. Per esempio, l'agopuntura tradizionale cinese (ATC) che fino a qualche decennio fa era considerata, almeno in Italia, alla stregua di una forma di magia o stregoneria, oggi è praticata quotidianamente in molti ambulatori ospedalieri.
Lo stesso discorso vale per alcune tecniche di manipolazione vertebrale ed organica. Alcuni aspetti nutrizionali poi, come quello relativo alle intolleranze alimentari, e altri concernenti i disturbi psicosomatici, per la Medicina ufficiale rimangono ancora oscuri e sospetti.
Tra l'altro, diverse terapie ritenute senza effetto o spregevolmente definite dei semplici "placebo" sono invece impiegate con successo anche in terapie veterinarie dove l'effetto placebo tende ad essere escluso.
Il fatto è che la Medicina non è una scienza esatta ma un insieme di tentativi e tecniche volte a mantenere o ripristinare una buona condizione di salute.
A sua volta la salute consiste in una condizione di equilibrio psicofisico che si mostra sempre più complessa e poliedrica che non si presta ad essere studiata e ricompresa con semplici categorie fisico-matematiche.
La Medicina ufficiale tende a rifiutare troppo frettolosamente tutto ciò che non riesce a comprendere e misurare con il suo specifico metodo, mentre invece per il bene della persona che cerca di migliorare o ripristinare una vera condizione di salute sarebbe molto più opportuno impiegare con intelligenza e libertà tutto ciò che può risultare utile e non dannoso alla specifica situazione.
Per la verità non mancano alcune forme di chiusura anche da parte della Medicina alternativa che, a volte, viene praticata e presentata con accenti che sfiorano il fanatismo.
Con tutto ciò è assolutamente necessario ripartire dalla unità e dal valore della singola persona, offrendole quanto di meglio è disponibile nel presente senza restare bloccati da inutili quanto dannosi preconcetti che sono perlopiù di tipo ideologico e nulla hanno da spartire con un sano tentativo di attuare un'azione curativa veramente efficace.
Partendo perciò da un atteggiamento libero che, superando inutili steccati, tende al vero bene della persona da curare, si possono integrare i due contesti terapeutici, "ufficiale" e "non convenzionale", per approdare a quella che possiamo chiamare Medicina integrata.